Autore: Area Comunicazione

  • INTEGRAZIONE E ALIMENTAZIONE: DUE PILASTRI PER RAGGIUNGERE E MANTENERE UN BUONO STATO DI SALUTE

    INTEGRAZIONE E ALIMENTAZIONE: DUE PILASTRI PER RAGGIUNGERE E MANTENERE UN BUONO STATO DI SALUTE

    INTEGRAZIONE E ALIMENTAZIONE: DUE PILASTRI PER RAGGIUNGERE E MANTENERE UN BUONO STATO DI SALUTE

    INTEGRAZIONE

    Una corretta integrazione e una sana alimentazione sono due perni fondamentali per raggiungere e mantenere un buono stato di salute.

    Spesso, perรฒ, sento affermare, anche da vari professionisti della salute, che se si esegue una corretta alimentazione, non รจ necessario integrarsi.

    Niente di piรน sbagliato per due semplici motivi:

    il primo รจ che nessuno oggi effettua una sana alimentazione, correttamente bilanciata, in funzione di tutte le attivitร  svolte durante il giorno, oltre all’attivitร  fisica e sportiva, dello stile di vita, della composizione corporea o delle proprie analisi ematiche.

    Sicuramente molto pochi, motivo per cui รจ indubbio che un’integrazione di base sia fondamentale e necessaria, ma, soprattutto, รจ indispensabile affidarsi a professionisti del settore competenti e altamente specializzati.

    Il secondo motivo รจ che ci sono evidenze scientifiche che certificano la CARENZA pandemica di alcuni nutrienti ad esempio di:

    • Vitamina D, specialmente nella popolazione mediterranea, sia nei bambini che negli adulti.
    • Omega-3, dovuta alla dieta occidentale piรน ricca di omega-6
    • Ferro e acido folico, in particolare nelle gestanti ma anche negli sportivi affetti da anemia da sport
    • Magnesio, di cui รจ carente circa l’80% della popolazione italiana
    • Vitamina B-12 soprattutto per chi segue un’alimentazione vegana.
    • Coenzima Q-10 per chi assume farmaci per il controllo del controllo del colesterolo.

    L’obiettivo di una corretta integrazione รจ di individuare coscienziosamente le carenze presenti e porvi rimedio, scegliendo l’integratore giusto, valutandone il dosaggio, la tempistica di utilizzo, la biodisponibilitร , l’eventuale interazione con farmaci o alimenti; tutto ciรฒ cercando anche di personalizzare il piรน possibile questa scelta, grazie all’esperienza ma soprattutto alle nozioni scientifiche.

    Purtroppo, i “consigli per gli acquisti” sono molto spesso forniti da parenti, amici e venditori che non conoscono la materia ed รจ veramente terrificante constatare con quanta facilitร  vengono venduti prodotti che verranno poi utilizzati giornalmente, anche piรน volte al giorno, senza sapere quale impatto possono avere sul nostro organismo.

    INTEGRAZIONE PER CHI PRATICA ATTIVITA’ SPORTIVA

    INTEGRAZIONE

    In riferimento alla performance, quali sono le sostanze che dovrebbero essere utilizzate e con quali tempistiche?

    Le sostanze sono state classificate in relazione alle evidenze scientifiche, a seconda di una forte o limitata evidenza scientifica o con prove a supporto dell’efficacia o della sicurezza, in riferimento al tipo di integratore che puรฒ essere utilizzato per:

    • Costruzione muscolare
    • Miglioramento delle prestazioni

    Sono circa una decina la sostanze efficaci ossia: proteine, Hmb (Idrossi-metil-butirrato), Creatina Monoidrato, Beta Alanina, Amminoacidi Essenziali, Caffeina, Citrullina, Quercitina, Amminoacidi Ramificati e pochi altri.

    Quindi risulta fondamentale conoscere queste sostanze, valutarle ed utilizzarle, senza affidarsi alle mode del momento, in modo tale da avere la certezza di ciรฒ che si sta assumendo sia sicuro e che abbia un effetto positivo e definito.

    Per questo, quando spesso mi viene posta la domanda su quale integratori utilizzare, cosa ne penso di una sostanza o del dosaggio da utilizzare, non esprimo unโ€™opinione ma, un dato di fatto che, purtroppo, troppo spesso va in contrasto con chi โ€œproponeโ€ integratori alimentari.

    Invece, ora avete la possibilitร  di comprendere quali sono le sostanze che personalmente consiglio quando ho di fronte una persona che intende crescere muscolarmente o che vuole migliorare la composizione corporea (dimagrire) oppure che vuole migliorare la forza e la resistenza.

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    IDRATAZIONE: QUANTO INCIDE NELLA PRATICA SPORTIVA?

    Idratazione quanto incide nella pratica sportiva?

    IDRATAZIONE

    Come sappiamo, l’acqua รจ vita, per cui prima di parlare di nutrizione, bisognerebbe parlare di idratazione.

    L’acqua, infatti, svolge diverse funzioni che sono fondamentali per il corpo, tra cui la regolazione della temperatura corporea, il trasporto dei nutrienti, l’eliminazione delle tossine, la lubrificazione delle articolazioni.

    Ogni giorno, introduciamo acqua attraverso la dieta ma, la perdiamo attraverso il sudore, l’urina e la respirazione (si, anche la respirazione รจ un mezzo di eliminazione di acqua).

    Generalmente, il contenuto totale di acqua corporea รจ costante, tuttavia in alcuni casi, come quando si pratica attivitร  sportiva specialmente in ambienti caldi, il ricambio di acqua puรฒ essere molto alto.

    Contenuto di acqua corporea

    IDRATAZIONE

    Il contento di acqua corporea di un atleta, varia dal 45 al 75% e dipende da vari fattori quali l’etร , il sesso e dalla composizione corporea.

    In particolare, la variazione della percentuale di acqua corporea dovuta alla composizione corporea, รจ dovuta ai muscoli (massa magra). Il muscolo ha un contenuto di acqua molto piรน elevato (circa il 70-80%)  rispetto al tessuto adiposo (circa il 10%).

    L’acqua corporea รจ suddivisa in due compartimenti:

    • Acqua Intracellulare: rappresenta circa il 55-65% dell’acqua corporea totale
    • Acqua Extracellulare: rappresenta il restante 35-45%

    Lo spazio extracellulare puรฒ essere ulteriormente suddiviso in due compartimenti costituiti dal:

    • Fluido interstiziale
    • Fluido intravascolare (โˆผ7,5% dell’acqua corporea totale).

    L’acqua รจ una componente importante del volume vascolare, (il volume del sangue รจ di circa il 35-45% di globuli rossi e il 55-65% di acqua (plasma). Ricordate anche questo quando donate sangue.

    Quando, il corpo dell’atleta diventa progressivamente ipoidratato (non correttamente idratato) puรฒ verificarsi una riduzione del flusso sanguigno e della pelle e della sudorazione, andando a compromettere la capacitร  di regolare la temperatura corporea.

    Diversi studi, hanno dimostrato che una leggera ipoidratazione, che corrisponde ad una perdita del 2% di massa corporea, puรฒ essere giร  in grado di compromettere le prestazioni fisiche.

    Infatti, si รจ visto che grandi perdite di BM, si traducono in una maggiore riduzione delle prestazioni, specialmente in condizioni di caldo; tuttavia un calo nelle prestazioni fisiche รจ stato osservato anche in condizioni di freddo.

    CAUSE DI DIMINUZIONE DELLA PERFORMANCE

    A causa dell’ipertermia, ossia un aumento della temperatura corporea, causato dalla disidratazione, durante l’esercizio a 35 ยฐ C, si ha una riduzione del 25-30% della gittata sistolica che non รจ generalmente soddisfatta con un aumento proporzionale della frequenza cardiaca; ciรฒ si traduce in una diminuzione della gittata cardiaca e della pressione arteriosa e quindi una diminuzione della performance.

    Inoltre, durante l’esercizio al caldo, la dilatazione dei vasi sanguigni della pelle, riduce la proporzione della gittata cardiaca dedicata alla perfusione dei muscoli che lavorano. Questo vuol dire che diventare significativamente ipoidratati andrร  a compromettere anche la capacitร  del corpo di perdere calore.

    Durante l’esercizio fisico, la temperatura corporea aumenta piรน rapidamente, in particolare  quando il corpo รจ ipoidratato. Questo รจ comunemente accompagnato da una frequenza cardiaca piรน elevata durante l’esercizio; di conseguenza, un aumento della frequenza cardiaca si traduce in una incapacitร  di sostenere a lungo quello sforzo.

    Oltretutto, il maggiore aumento della temperatura interna durante l’esercizio fisico, in una situazione ipoidratazione,  รจ associato a un aumento del tasso di degradazione del glicogeno muscolare; tutto ciรฒ comporta un prematuro affaticamento e una riduzione dell’alta intensitร  verso la fine di una partita di calcio.

    Fonti:

    ACSM. (2016). Position of the Academy of Nutrition and Dietetics, Dietitians of Canada, and the American College of Sports Medicine: Nutrition and Athletic Performance. Can J Diet Pract Res, 77(1), 54. doi:10.3148/cjdpr-2015-047

    Armstrong, L. E.; Costill, D. L.; y Fink, W. J. (1985). Influence of diuretic-induced dehydration on competitive running performance. Med Sci Sports Exerc, 17(4), 456-461.

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    VITAMINE DEL GRUPPO B: GUIDA ALLA SCELTA DELL’INTEGRATORE GIUSTO

    VITAMINE DEL GRUPPO B

    Vitamine gruppo B

    Le vitamine del gruppo B sono vitamine idrosolubili, un insieme eterogeneo di sostanze con attivitร  biologiche molto diverse tra loro, ma senza un valore energetico (come tutte le vitamine).

    Le vitamine sono presenti sia negli alimenti di origine vegetale che in quelli di origine animale, pertanto non รจ corretto affermare che, per garantire un giusto apporto di vitamine, รจ necessario consumare solo grandi quantitativi di frutta e verdura.

    Una loro carenza, soprattutto se protratta nel tempo, puรฒ provocare lesioni, malformazioni congenite, cataratta, neoplasie, malattie cardiocircolatorie, fino ad avere effetti nefasti.

    Le vitamine esplicano la loro azione sul metabolismo dei macronutrienti (carboidrati, lipidi e proteine), sulla produzione di energia, sulla tonicitร  e resistenza degli annessi cutanei, inoltre agiscono a livello del sistema nervoso e del sistema immunitario.

    Dalla recente letteratura scientifica emerge il ruolo determinante delle varie vitamine ad esempio:

    • La vitamina B1 (tiamina) sopprime lo stress ossidativo e ha proprietร  anti-infiammatorie. Una sua carenza provoca neuro-infiammazione e sovra-espressione di citochine pro-infiammatorie.

     

    • La vitamina B6 (riboflavina) influenza lโ€™immunitร  cellulare, in particolare il suo deficit altera la differenziazione e maturazione dei linfociti. La sua carenza รจ stata associata a cambiamenti immunologici negli anziani, in persone infette da HIV e pazienti con uremia o artrite reumatoide. La supplementazione con vitamina B6 (50-100mg/giorno) per 14 giorni ha dimostrato di migliorare la risposta immunitaria in pazienti criticamente malati.

     

    • La vitamina B12 รจ fondamentale nel metabolismo delle proteine, dei glucidi e dei lipidi, ha un ruolo importante nella modulazione del sistema immunitario, nel funzionamento del sistema nervoso e nel metabolismo dellโ€™acido folico e per questo influenza anche la formazione dei globuli rossi.

     

    • La vitamina B9 (acido folico) ha una funzione coenzimatica ed essenziale per la vita dei globuli rossi e la corretta composizione del sangue; interviene nel metabolismo degli aminoacidi ed รจ fondamentale per lโ€™accrescimento e la riproduzione cellulare, in particolar modo per la corretta formazione del tubo neurale e lo sviluppo del sistema nervoso e del feto.

    FABBISOGNO E BIODISPONIBILITA’ DELLE VITAMINE DEL GRUPPO B

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    L’organismo non รจ in grado di sintetizzarle, se non in dossi minime, pertanto devono essere necessariamente introdotte tramite alimentazione o, meglio ancora, tramite integrazione.

    Tuttavia, non รจ detto che la sola alimentazione sia in grado di colmare il fabbisogno di queste vitamine, a causa di:

    • Regimi alimentari squilibrati, tra cui lโ€™alimentazione vegana, che eliminando alimenti di origine animale, porta ad una carenza di vitamina B12;
    • Processi di cottura, in grado di degradare alcune vitamine (Vit B9);
    • Alcool e fumo, che ne riducono lโ€™assorbimento.

    La biodisponibilitร  orale delle vitamine, ossia la quantitร  realmente disponibile ed efficace, รจ estremamente variabile:

    • Vitamina B1 รจ tra il 3-7%
    • Vitamina B6 รจ del 50%
    • Vitamina B12 dipende dalla presenza del fattore intrinseco dello stomaco, dosaggio e fonte di estrazione.
    • Vitamina B9 (acido Folico) dalla sua forma inattiva richiede la conversione operata da un enzima (il metilen-tetraidrafolato reduttasi che, per deficit genetico, รจ inespresso in circa il 3,5% della popolazione europea) che provoca quindi inibizione nella conversione nella forma attiva e conseguentemente anche aumento della omocisteinemia (fattore di rischio cardiovascolare).

    Queste vitamine, una volta introdotte nell’organismo, per svolgere le proprie funzioni, devono essere convertite nella forma attiva.

    Oltretutto, alcuni farmaci, polimorfismi genetici o delle carenze ereditarie di enzimi funzionali, possono influire su questi processi; ad esempio si stima che il 20% della popolazione non sia in grado di convertire la vitamina B6 in Piridossal 5-fosfato, la sua forma attiva.

    COME SCEGLIERE L’INTEGRATORE GIUSTO?

    Questo รจ il motivo per cui un buon integratore, dovrebbe contenere queste vitamine giร  nella loro forma attiva e quindi biodisponibile e soprattutto ai giusti dosaggi in grado di esplicare la loro funzione.

    Per esempio, per quanto riguarda la forma attiva delle vitamine, nel momento in cui si acquista un integratore, รจ necessario scegliere:

    • Per la vitamina B9 il metil-tetraidrafolato e non lโ€™acido folico
    • Per la vitamina B12 la metil-cobalamina e non la cianocobalamina
    • Per la vitamina B2 il riboflavin 5โ€™ fosfato e non la riboflavina
    • Per la vitamina B6 il piridossal-fosfato e non hcl piridossina

    La legislazione italiana ed europea, non prevede l’obbligo di inserire in etichetta la presenza della forma attiva o indicare la biodisponibilitร  della sostanza.

    Questo fa sรฌ che ci sia una vendita di integratori e nutraceutici dannosa non solo per la salute ma anche per il portafoglio.

    Per questo motivo, per la scelta di un integratore, รจ fondamentale affidarsi sempre a personale qualificato (farmacista o medico specializzato), che sappia valutare il dosaggio, la biodisponibilitร , le modalitร  di assunzione ed eventuali interazioni.

     

    FONTI:

    TRATTATO ITALIANO DI NUTRACEUTICA CLINICA. 2017

    Cicero. Colletti. Handbook of Nutraceuticals for clinical use. 2018

    Evidence of a thephylline-induced vitamin B6 defiency caused by non competitive inhibition of pyridoxal kinase. J lab Clin Med. 1989 J Lab Clin Med. 1989 Jan;113(1):15-22.

    Spinas, Enrico, et al. “Crosstalk between vitamin B and immunity.” J Biol Regul Homeost Agents 29.2 (2015): 283-8.

    Lโ€™alimentazione per lโ€™esercizio fisico e lo sport Michelangelo Giampietro.

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  • SISTEMA IMMUNITARIO E SPORT – LINEE GUIDA PER IL SUPPORTO IMMUNOLOGICO

    SISTEMA IMMUNITARIO E SPORT – LINEE GUIDA PER IL SUPPORTO IMMUNOLOGICO

    Sistema immunitario: cos’รจ?

    Il sistema immunitario รจ costituito da una serie di processi, mediatori e strutture biologiche che hanno il compito di proteggereย  l’organismo dalle infezioni causate da virus, batteri o funghi.

    SISTEMA IMMUNITARIO E SPORT

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    Negli atleti si puรฒ assistere ad alterazioni o soppressioni di alcune componenti del sistema immunitario, che possono avvenire in maniera spontanea o in seguito a determinate situazioni; pertanto, soprattutto per questa categoria di soggetti, risulta fondamentale rafforzare il sistema immunitario.

    Infatti, le recenti Position Statement dell’ISEI (International Society of Exercise and Immunology) hanno messo in evidenza come, soprattutto l’attivitร  sportiva di endurance (maratona, ultramaratona, triathlon ecc.) possa essere in grado di inibire il sistema immunitario, soprattutto nei soggetti predisposti; questo puรฒ avvenire sia durante le gare che durante gli allenamenti e la preparazione atletica.

    Al contrario,ย  l’esercizio fisico regolare di moderata entitร , รจ in grado di stimolare positivamente il sistema immunitario, andando ad esercitare un effetto protettivo sull’organismo.

    L’OPEN WINDOW (OW) รจ una finestra temporale, all’interno della quale, virus e batteri hanno facilmente accesso all’organismo; questa situazione di ridotta sorveglianza immunologica che puรฒ durare dalle 3 alle 72 ore, รจ stata correlata ad un’intensa attivitร  sportiva.

    Diversi studi epidemiologici, hanno messo in evidenza che il 35-56% degli atleti di endurance, sia maggiormente suscettibile ad infezioni del tratto respiratorio superiore (URTI: Upper Respiratory Tract Infection),ย in particolare febbre e mal di gola, nelle due settimane successive all’evento sportivo.

    Tuttavia, affinchรฉ si manifestino le infezioni, รจ necessaria la presenza di una o piรน situazioni contingenti, tra cui la malnutrizione, l’esposizione a nuovi patogeni, scarso riposo, stress psicologico, scarso recupero post-allenamento.

    LINEE GUIDA PER IL SUPPORTO IMMUNOLOGICO

    Alla luce di ciรฒ, risulta chiara l’importanza di rinforzare e stimolare il sistema immunitario. In particolare, per gli atleti risulta fondamentale seguire delle semplici linee guida per il supporto immunologico, ossia:

    1. Seguire un regime dietetico adeguato per tutto lโ€™anno, assicurando appropriate quantitร  di tutti i nutrienti (macro e micronutrienti), avendo cura di inserire la giusta quantitร  di carboidrati, proteine e grassi, in funzione dello sforzo fisico.
    2. Evitare carenze di energia, proteine e alcuni micronutrienti (rame, ferro, manganese, magnesio, selenio, zinco, vitamine A, C, D, B6, B12 e acido folico);
    3. Prestare particolare attenzione alla nutrizione, pre, durante e post gara ma, soprattutto, alla gestione dei pasti durante la settimana e nelle gare ravvicinate.

    VITAMINA C E VITAMINA D – PREVENGONO LE INFEZIONI DELLE ALTE VIE RESPIRATORIE

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    Di particolare importanza รจ l’assunzione di Vitamina C, che si รจ dimostrata in grado di ridurre l’immunodepressione dovuta all’esercizio fisico intenso e di attenuare la riduzione dei linfociti, causata dall’esercizio fisico, e prevenire le infezioni delle alte vie respiratorie.

    Uno studio clinico ha osservato che la supplementazione di 500 mg di vitamina C negli atleti, per 21 giorni prima della gara,ย  conferiva una una riduzione del numero di casi di infezioni delle alte vie respiratorie (15,9%) rispetto al placebo (40,4%).

    Oltre a ciรฒ, la supplementazione di vitamina C di 1000 mg/die ha favorito l’aumento della conta dei linfociti, in seguito ad esercizio fisico e, attenuato l’aumento di sostanze infiammatorie.

    Diversi studi, inoltre, hanno dimostrato che bassi livelli sierici di vitamina D sono associati a infezioni del tratto respiratorio superiore (URTI),tra cui influenza, broncopneumopatia cronica ostruttiva e asma allergico.

    Pertanto avere adeguati livelli di vitamina D, protegge sia dalle infezioni batteriche che da quelle virali ed รจ in grado di attivare la funzionalitร  di alcuni tipi di globuli bianchi, i linfociti, che hanno un ruolo cruciale nella difesa da tutte le infezioni virali, compresa la Covid-19.

    Per questo suggeriamo, ai nostri atleti e non solo, di utilizzare in associazione sia la Vitamina C che la Vitamina D,

    Per conoscere quali prodotti utilizzare, il corretto dosaggio e leย  modalitร  di assunzione, vieni a trovarci da BIOINTEGRA 3.0

    FONTI:

    Prietl, Barbara, et al. “Vitamin D and immunefunction.” Nutrients 5.7 (2013): 2502-2521.

    Hemilรค, Harri, and Elizabeth Chalker. “Vitamin C for preventing and treating the common cold.” Cochrane Database of Systematic Reviews 1 (2013).

    Moreira, A., et al. “Nutritional modulation of exercise-induced immunodepression in athletes: a systematic review and meta-analysis.” European journal of clinical nutrition 61.4 (2007): 443-460.

     

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  • L’ALIMENTAZIONE CORRETTA PER MIGLIORARE LA PERFORMANCE SPORTIVA

    L’ALIMENTAZIONE CORRETTA PER MIGLIORARE LA PERFORMANCE SPORTIVA

    Un’alimentazione corretta รจ fondamentale per migliorare la performance, cosa che, purtroppo, viene sottovalutata da chi pratica attivitร  sportiva sia a livello amatoriale, dilettantistico ma soprattutto professionistico.

    Una scorretta alimentazione puรฒ portare a un peggioramento delle prestazioni fisiche ma anche a una serie di altre problematiche tra cui disturbi gastrointestinali come crampi addominali, reflusso, senso di gonfiore, senso di pesantezza, difficoltร  di digestione, diarrea e disturbi extra gastrointestinali come mal di testa, crampi muscolari, difficoltร  di concentrazione, dermatiti, etc.

    Il compito del nutrizionista sportivo, infatti, รจ quello di creare un piano nutrizionale che tenga conto delle esigenze dell’atleta, come i gusti personali, la cultura alimentare ma, soprattutto, bilanciare i nutrienti in previsione dello sforzo fisico e degli orari di gara.

    Questo lavoro non risulta essere semplice se prendiamo in considerazione il fatto che, in una squadra professionistica di calcio, sono presenti circa 26 ragazzi che hanno provenienza diversa, non solo aย  livello regionale ma anche di etnia o religione, per cui bisogna tenere conto non solo dei gusti ma anche della loro cultura e di conseguenza creare un piano alimentare che tenga conto di tutte queste variabili.

    ORARIO DEI PASTI

    In previsione dell’evento sportivo, รจ necessario tenere in considerazione due fattori ossia: l’orario dei pasti e le combinazioni alimentari con le relative quantitร .

    Questo rappresenta uno dei principali problemi che riscontriamo maggiormente, in quanto gli orari di allenamento e di gara sono differenti.

    Difatti, chiediamo sempre allโ€™atleta di โ€œreplicareโ€ quello che viene fatto durante la settimana (per questo forniamo un piano alimentare dettagliato), inoltre, suggeriamo gli orari dei pasti in funzione dell’orario di allenamento e consigliamo di utilizzarli sempre nella stessa tempistica oraria e suggeriamo di non utilizzare alimenti diversi.

    Ad esempio, se il giorno della gara si effettua il pasto due ore e mezza/tre ore prima, รจ necessario abituarsi a mangiare durante la settimana con la stessa frequenza oraria ed utilizzare piรน o meno la stessa tipologia di alimenti.

    Al contrario, spesso, i ragazzi tendono ad alzarsi tardi la mattina, di conseguenza tendono ad effettuare il pasto in maniera fugace, utilizzando alimenti preconfezionati o ancora alimenti completamente diversi da quelli che verranno utilizzati il giorno della gara e con una tempistica completamente diversa.

    Questo va a influire negativamente sulle prestazioni il giorno di gara in quanto potrebbero verificarsi disturbi quali cattiva digestione, senso di gonfiore, senso di pesantezza, aciditร  di stomaco, difficoltร  di concentrazione, calo di energia ecc.

    Uno dei problemi principali รจ rappresentato da una cattiva digestione dovuta all’incapacitร  del nostro intestino di metabolizzare correttamente i cibi ingeriti, in quanto non รจ allenato alle tempistiche e agli alimenti ingeriti, in quanto introdotti in una fascia oraria diversa da quella in cui si รจ abituati a mangiare.

    Altra situazione รจ quella in cui i ragazzi sono abituati a mangiare a ridosso dell’allenamento (30-60 minuti prima) e, nel momento in cui effettuano il pasto tre ore prima, possono avvertire poco prima della gara sensazione di fame, ipoglicemia, calo di concentrazione.

    Pertanto risulta fondamentale mantenere una routine costante negli orari dei pasti, provando in settimana ciรฒ che si farร  il giorno di gara.

    COMBINAZIONI ALIMENTARI E QUANTITA’

    Altro fattore fondamentale, ai fini di una buona performance, รจ quello di conoscere le corrette combinazioni e le quantitร  degli alimenti, da utilizzare il giorno della gara; inoltre รจ necessario conoscere la risposta personale che si ha in seguito all’ingestione di un pasto .

    L’intestino, in effetti, รจ un muscolo che va “allenato” durante la settimana a sopportare quello stress alimentare e psico-fisico che si presenterร  il giorno di gara.

    Per questo motivo suggeriamo di utilizzare, nei giorni di allenamento piรน intenso e, non tutti i giorni, lo stesso pasto previsto il giorno della gara, evitando a fine pasto di utilizzare alimenti dolci, gelati o frutta che possono risultare deleteri in termini di digestione e di risposta glicemica.

    Ognuno di noi ha una risposta individuale all’ingestione di un pasto ed รจ per questo che lasciamo scegliere al ragazzo se utilizzare delle quantitร  maggiori o minori di carboidrati o, semplicemente, utilizzare un secondo e una piccola quota di carboidrati.

    Infatti, puรฒ accadere che un ragazzo che si senta limitato nelle quantitร , possa avvertire poi un senso di fame durante la gara che, ovviamente risulta essere deleterio.

    La cosa fondamentale รจ quella di evitare combinazioni alimentari che possono provocare un rallentamento della digestione e provocare tutta una serie di disturbi durante lo sforzo atletico.

    Quindi il concetto basilare รจ: “non inventarsi nulla il giorno della gara”; cercando di replicare il timing e la tipologia di alimenti utilizzati durante la settimana di allenamenti anche il giorno della gara.

    Durante l’arco della stagione sportiva capita di giocare sempre ad orari diversi: le 12, le 15, le 17 o le 21, per cui sarร  necessario stabilire un piano di alimentazione che tenga conto dei diversi orari della gara.

    COSA MANGIARE PRIMA DI UNA GARA ALLE 15?

    COLAZIONE PRE-GARA

    alimentazione

    Innanzitutto รจ fondamentale che la colazione venga effettuata tra le 8.30 e le 9, considerando che il pranzo verrร  effettuato intorno alle 11.30.

    Il primo pasto deve contenere una quota equilibrata di carboidrati, proteine e grassi.

    Un’esempio di colazione bilanciata potrebbe essere costituita da:

    • Una bevanda come una tisana o delle bevande vegetali di avena o mandorle senza zuccheri aggiunti
    • Pane tostato con fesa di tacchino o bresaola oppure un uovo intero con 2-3 albumi
    • Frutta secca come noci, mandorle o pistacchi

    oppure:

    • Un vasetto di yogurt greco bianco
    • Fiocchi di avena integrali o del muesli biologico
    • Frutta secca come noci, mandorle o pistacchi

    oppure:

    • Frutta fresca di stagione
    • Un uovo interno con 2-3 albumi oppure della fesa di tacchino
    • Frutta secca come noci, mandorle o pistacchi

    Una colazione SBILANCIATA รจ costituita invece da alimenti come:

    • Succhi di frutta, bevande zuccherate e bevande vegetali ricche di zuccheri aggiunti, latte e spremute di arancia specie quando assunte in aggiunta ad una colazione tra quelle sottoelencate.
    • Fette biscottate con marmellata + frutta fresca + miele
    • Pane tostato con marmellata e miele + biscotti integrali
    • Latte e cereali + fette biscottate con marmellata o miele o frutta di stagione

    Il motivo รจ una mancanza di equilibrio tra i vari nutrienti.

    PRANZO PRE-GARA

    ALIMENTAZIONE

    Il PRANZO PRE-GARA va effettuato circa due ore e mezza/tre ore prima di scendere in campo, per cui, tenendo conto che si scende in campo per il riscaldamento giร  intorno alle 14.29, il pasto va effettuato tra le 11.15 e le 11.30, considerando che i ragazzi mangiano in meno di 20 minuti.

    Il nostro consiglio รจ quello di cominciare il pasto con un buffet di verdure, che risultano ottimo escamotage per placare il senso di fame soprattutto per chi ha la tendenza a mangiare tanto; successivamente si passa a un piatto di pasta o riso. Solitamente consigliamo di condire la pasta con delle zucchine trifolate e non con del sugo di pomodoro che puรฒ invece creare dei problemi di digestione, soprattutto in una fase di tensione gastrointestinale molto importante come quella del match.

    Il secondo piatto consiste in una porzione di petto di pollo o fesa di tacchino, alimenti pratici e poco elaborati che nella maggior parte dei casi, risultano essere ben digeriti e tollerati.

    A questo punto il pasto puรฒ dirsi concluso, in quanto sconsigliamo assolutamente di utilizzare alimenti dolci quali crostate, gelato, biscotti ma anche frutta.

    La motivazione รจ che questi alimenti vanno a rallentare ed alterare i processi digestivi, creando i presupposti per una digestione difficoltosa, laboriosa e lenta che porta molto spesso a disturbi gastrointestinali; oltre al fatto che questi alimenti sono privi di nutrienti specifici e ricchi di farine raffinate, zuccheri semplici, oli idrogenati e lavorati, quindi poco funzionali alla prestazione.

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    AFFATICAMENTO MUSCOLARE: LE CINQUE CAUSE DELLA RIDUZIONE DELLA PERFORMANCE SPORTIVA

    Come non provare affaticamento muscolare durante e dopo una partita di calcio

    Lโ€™affaticamento muscolare รจ uno degli aspetti piรน studiati in ambito scientifico, per favorire il miglioramento delle prestazioni sportive.

    Nonostante i numerosi studi a disposizione, pochi nutrizionisti, tecnici e preparatori atletici sono aggiornati sulle reali cause che portano ad un peggioramento della condizione fisica di un atleta, sia durante lโ€™allenamento, che durante la gara.

    Possiamo tranquillamente affermare che tutti gli sportivi sperimentano la stanchezza o affaticamento muscolare temporaneo, sia durante le competizioni, che durante gli allenamenti.

    Cosโ€™รจ lโ€™affaticamento muscolare temporaneo?

    L’affaticamento muscolare temporaneo nel calcio puรฒ essere definito come una riduzione dell’esercizio ad alta intensitร  (al di sotto della media della partita), nei cinque minuti successivi al periodo piรน intenso della partita.

    In parole povere, quando degli sprint ripetuti vengono eseguiti dai giocatori subito dopo un periodo intenso, durante la partita, e alla fine di ogni tempo, le prestazioni dello sprint sono significativamente ridotte.

    Ciรฒ รจ il risultato di meccanismi fisiologici, associati a disturbi periferici, che alla fine della prestazione portano alla cessazione dell’esercizio.

    Il pensiero comune di allenatori, giocatori e addetti al settore, รจ quello di attribuire all’accumulo di “lattato” o “acido lattico”, lโ€™insorgenza della fatica, perchรฉ la riduzione della prestazione durante una partita o un allenamento viene associata a moderati aumenti delle concentrazioni di lattato nel muscolo o nel sangue.

    Tuttavia, la letteratura scientifica fornisce poche prove a sostegno di questa teoria, anzi lascia intendere come il lattato possa fungere da fonte di energia durante la prestazione!!!

    Lattato e riduzione della prestazione

    Si pensa che il lattato influisca negativamente sulla performance sportiva in quanto elevate concentrazioni possono provocare un aumento degli ioni idrogeno all’interno del muscolo, favorendo una maggiore acidificazione del muscolo stesso ed una compromissione delle proprietร  contrattili.

    Tuttavia รจ stato riscontrato che il grado di aciditร  muscolare durante una partita di calcio รจ abbastanza basso (pH ~ 6,8), e quindi, ad oggi, non รจ considerato come la vera causa diretta dell’affaticamento muscolare e della riduzione delle prestazioni calcistiche.

    Affaticamento Muscolare 1

    Affaticamento muscolare: le cause reali

    Ecco quindi riportate di seguito le 5 reali cause dellโ€™affaticamento muscolare:

    1. Bassa concentrazione di fosfocreatina (creatina) nel muscolo.

    Numerosi studi attestano un netto miglioramento delle prestazioni, durante un intenso esercizio intermittente, a seguito dellโ€™ integrazione di creatina monoidrato.

    Dopo un intenso esercizio fisico, le concentrazioni di fosfocreatina sono quasi del tutto esaurite nelle singole fibre muscolari, tanto da favorire lโ€™insorgenza della fatica.

    Tuttavia รจ stato dimostrato che dopo una partita di calcio, le concentrazioni di fosfocreatina nel muscolo vengono ridotte โ€œsoloโ€ del 25%, rispetto alle concentrazioni a riposo dopo periodi di allenamento intensi o dopo la partita.

    Questa riduzione relativamente piccola della fosfocreatina muscolare sembra perรฒ essere una conseguenza del rapido recupero della fosfocreatina che si verificherebbe entro 15-30 secondi di ritardo nella preparazione e nella raccolta delle biopsie muscolari.

    Pertanto questa rimane una delle reali cause di diminuzione della perfomance, ed รจ il motivo per il quale la creatina monoidrato รจ uno degli integratori che maggiormente consigliamo ai nostri sportivi.

    1. Accumulo di potassio nell’interstizio muscolare e disturbi elettrici associati.

    Prima della contrazione il muscolo deve essere innervato dal suo motoneurone, che invia messaggi elettrochimicamente, usando sodio e potassio, per provocare un impulso elettrico.

    L’accumulo di potassio nell’interstizio muscolare puรฒ compromettere questo impulso al muscolo, ostacolando la contrazione muscolare.

    Diversi studi supportano questa tesi, attestando come le concentrazioni di potassio interstiziale muscolare aumentino durante lโ€™esercizio intenso, e ciรฒ sarebbe sufficiente a ridurre lo sviluppo della forza e quindi a portare ad una diminuzione della performance.

    1. Riduzione delle riserve di glicogeno muscolare

    รˆ stato osservato come lo sviluppo della fatica, durante un esercizio intermittente prolungato, sia associato ad una bassa disponibilitร  di glicogeno (zucchero) nel muscolo.

    Numerosi studi hanno dimostrato come una dieta ricca di carboidrati porti ad un aumento del glicogeno muscolare prima dellโ€™esercizio fisico, il che determina un miglioramento delle prestazioni di corsa intermittente ad alta intensitร .

    Se non si aumentano le concentrazioni di glicogeno muscolare prima dell’esercizio o non si fornisce una adeguata quantitร  di carboidrati durante l’esercizio, รจ possibile che i livelli di glicogeno muscolare si abbassino al di sotto della concentrazione richiesta per mantenere la velocitร  glicolitica (la capacitร  di produzione di energia) massima.

    In particolare รจ stato osservato come la quantitร  di glicogeno allโ€™interno del tessuto muscolare viene esaurita, o completamente esaurita, alla fine di una partita di 90 minuti.

    Questa riduzione รจ stata osservata sperimentalmente con una diminuzione della velocitร  nello sprint durante un test di sprint eseguito immediatamente dopo la partita.

    Pertanto, l’esaurimento del glicogeno nelle fibre muscolari puรฒ impedire uno sforzo massimo in sprint singoli e / o ripetuti ed essere responsabile della “fatica permanente” verso la fine di una gara.

    1. Ipoidratazione ed ipertermia

    Entrambi questi fattori sono stati associati alla comparsa della stanchezza nella parte finale (ultimi 15 minuti) di una partita.

    Le perdite di liquidi nei calciatori variano molto tra i soggetti, ed anche in risposta alla stessa sessione di allenamento o partita.

    รˆ stato stimato che i giocatori di calcio perdono in media 1-3 litri di liquidi durante le partite in ambienti termo-neutri, e le perdite di liquidi possono superare i 3 litri in ambienti caldi e umidi.

    La perdita di liquidi รจ un fattore molto rilevante da tenere sotto controllo, in quanto una ipoidratazione (cattiva idratazione) equivalente al 2% di perdita di massa corporea compromette le prestazioni e le abilitร  calcistiche.

    In altri sport di corsa intermittente, come il tennis, รจ stato riportato che un deficit di liquidi maggiore pari al 2,7% di perdita di massa corporea riduce le prestazioni di sprint di cinque e dieci metri.

    Mentre anche modeste perdite di liquidi (circa l’1% della massa corporea dei giocatori), nel calcio, portano a riduzioni significative delle prestazioni nello sprint, nonostante non abbiano alcun effetto sulla temperatura interna.

    In definitiva, la perdita di liquidi non controllata e non adeguatamente compensata, รจ uno dei maggiori fattori responsabili della compromissione della prestazione sportiva, specie verso la fine di una partita.

    Ecco perchรฉ poniamo molta alle strategie di introduzione dei liquidi (acqua ed elettroliti come magnesio, sodio, potassio e cloro) soprattutto nei calciatori, monitorando e personalizzando il piano di integrazione e nutrizione sulla base delle esigenze del singolo calciatore, dellโ€™allenamento o della singola partita.

    1. Stanchezza cronica

    Una ultima questione rilevante nel calcio professionistico รจ valutare la comparsa di stanchezza “cronica”, perchรจ spesso piรน partite vengono giocate in un breve periodo di tempo.

    Ad esempio, nel calcio spesso si รจ tenuti a giocare 2-3 partite a settimana durante fasi specifiche della stagione.

    Ad oggi, non sono state rilevate differenze nelle abilitร  o nelle prestazioni fisiche quando sono state giocate tre partite in sette giorni, ma รจ stato evidenziato che la capacitร  dei giocatori di scattare, saltare ed eseguire ripetuti esercizi intensi รจ compromessa quando si giocano due partite alla settimana per un periodo di sei settimane.

    In conclusione รจ possibile migliorare la performance, ritardando lโ€™insorgenza dell’affaticamento muscolare, conoscendo e comprendendo quali sono i fattori che la influenzano.

    Ecco perchรจ diventa fondamentale la figura del nutrizionista che dovrร  modificare il piano nutrizionale della squadra e dei singoli giocatori in base sia alle richieste della partita โ€œsingolaโ€, sia nel contesto del calendario โ€œgeneraleโ€ delle partite.

    E questo รจ il motivo per il quale รจ necessario affidarsi a Professionisti specializzati in campo sportivo che abbiano un quadro nitido e chiaro delle variabili su cui รจ necessario intervenire per ottimizzare la Performance.

     

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    FONTI

    Barca Innovation Hub Universitas

     

  • VITAMINA D E FRATTURE OSSEE: UN VALIDO AIUTO

    VITAMINA D E FRATTURE OSSEE: UN VALIDO AIUTO

    Quanta Vitamina D assumere giornalmente?

    VITAMINA D

    Carenza di Vitamina D: un fattore di rischio per le fratture

    La carenza di Vitamina D รจ molto comune negli anziani e in coloro che soffrono di osteoporosi e, rappresenta un fattore di rischio per le cadute e per le fratture, in particolare tra gli over 65.

    Infatti, le cadute, le fratture e lโ€™equilibrio instabile sono tra i problemi clinici piรน seri degli anziani,ย  con tassi di mortalitร  e morbilitร  particolarmente elevati in questa categoria di popolazione(Istituto Superiore Sanitร ).

    Studi scientifici, hanno evidenziato, in particolare, che le donne dai 50 agli 80 anni, a seguito di una prima frattura, hanno un rischio di sviluppare una seconda frattura cinque volte maggiore entro lโ€™anno o nei due anni successivi, rispetto a coloro che non hanno avuto una precedente frattura.

    VITAMINA D 2

    ย Fratture al femore

    Il numero di ospedalizzazioni dovute a frattura del femore risulta in continuo aumento, in particolare nei soggetti con piรน di 65 anni e soprattutto al di sopra dei 75 (la percentuale รจ del 84.9%).

    Rispetto al resto del mondo, una revisione sistematica di 72 studi, effettuati in 63 nazioni diverse, ha rivelato che lโ€™Italia รจ tra i paesi con una maggiore incidenza di fratture del femore; infatti, annualmente, su 100mila abitanti, si registra unโ€™incidenza maggiore di 300 persone per le donne e maggiore di 150 per gli uomini.

    Inoltre, ci si aspetta che a livello globale, il numero di fratture di femore continuerร  ad aumentare, passando cosรฌ da 1.26 milioni di eventi registrati nel 1990 a 4.5 milioni nel 2050.

    Il tasso di mortalitร , in seguito alla frattura del femore, รจ del 5% nel periodo immediatamente successivo allโ€™evento e del 15-25% dopo un anno.

    Per di piรน, nel 20% dei casi si ha la perdita definitiva della capacitร  di camminare autonomamente e, solo il 30-40% dei soggetti, torna alle condizioni precedenti la frattura.

    Benefici accertati dellโ€™integrazione di Vitamina D

    รˆ stato dimostrato che la supplementazione con almeno 800 IU di vitamina D รจ capace di ridurre sia le cadute sia le fratture del femore, del 30% nella popolazione anziana.

    Diversi studi, hanno dimostrato gli effetti benefici dellโ€™integrazione di vitamina D sulla struttura muscolo-scheletrica ma, soprattutto, la sua prevenzione in caso di fratture; in particolare รจ stata dimostrata una riduzione significativa del 14% del rischio di frattura e una significativa riduzione del 12% del rischio di cadute.

    Per questo motivo, gli integratori di Vitamina D, sono sempre raccomandati alle persone anziane;

    anche l’Aifaย (Agenzia Italiana del Farmaco) raccomanda l’integrazione di Vitamina D nei pazienti โ€œa rischio di frattura da fragilitร  o con pregressa frattura da fragilitร  o prima o in corso di trattamento con farmaci anti-osteoporoticiโ€.

    Fratture di fragilitร : lโ€™importanza dellโ€™integrazione con Vitamina D

    A tal proposito, lo scorso ottobre, รจ stato pubblicato un documento, validato dallโ€™Istituto Superiore di Sanitร  (ISS) ed elaborato da otto societร  scientifiche, dal titolo: “Diagnosi, stratificazione del rischio e continuitร  assistenziale delle fratture da fragilitร โ€.

    Questo documento rappresenta le linee guida ufficiali sulle fratture di fragilitร , basate sulle evidenze scientifiche finora disponibili, finalizzato al sostegno dei professionisti sanitari ed allโ€™implementazione di nuovi interventi, per la diagnosi e per la prevenzione delle fratture di fragilitร .

    Che cosa sono le fratture di fragilitร ?

    Le fratture di fragilitร  non sono altro che delle fratture spontanee o indotte da minimi traumi, ad esempio, quelle fratture che derivano in seguito ad una caduta dalla posizione eretta o da unโ€™altezza ridotta.

    VITAMINA D 3

    Lโ€™integrazione di Vitamina D รจ fortemente raccomandata

    Dal documento si evince lโ€™importanza dellโ€™integrazione della Vitamina D, la cui assunzione รจ raccomandata a tutti i soggetti carenti, indipendentemente dallโ€™etร  o dal rischio di fratture, soprattutto nei pazienti piรน anziani che sono quasi sempre carenti di vitamina D, in quanto incapaci di garantirsi il fabbisogno con lโ€™esposizione solare e, quindi, a maggior rischio di fratture.

    Pertanto si raccomanda lโ€™assunzione di almeno 800-1000 UI di vitamina D al giorno, anche senza bisogno di ricorrere alla preventiva determinazione della 25-OH-vitamina D ematica.

    Recentemente, รจ stato pubblicato un ulteriore studio, il quale ha dimostrato che lโ€™assunzione di colecalciferolo, la forma piรน comune di integrazione della vitamina D, a dosi adeguate, specialmente se assunto giornalmente, porta ad un miglioramento dello stato di ipovitaminosi in tempi brevissimi.

    Per questo motivo gli integratori di Vitamina D, sonoย  sempre raccomandati per le persone anziane.

    Anche l’Aifaย raccomanda l’integrazione di vitamina D nei pazienti โ€œa rischio di frattura da fragilitร  o con pregressa frattura da fragilitร  o prima o in corso di trattamento con farmaci anti-osteoporoticiโ€.

    Ecco perchรฉ ti consiglio unโ€™integrazione di vitamina D, con un dosaggio di almeno 800-1000 UI e soprattutto lโ€™utilizzo di un valido prodotto come il VITAD POWER โ€“ NUTRA 3F, il primo integratore di vitamina D con olio di oliva e Astaxantina, uno dei piรน potenti antiossidanti finora conosciuti, prodotta dalla microalga Haematococcus pluvialis.

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    VITAD POWER โ€“ NUTRA 3F, il primo integratore di vitamina D con olio di oliva e Astaxantina

     

     

    Non dimenticare di affidarti sempre a dei professionisti che sappiano consigliarti il giusto prodotto e soprattutto il dosaggio corretto da assumere.

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  • CADUTA CAPELLI: COME Lโ€™INFEZIONE DA COVID-19 LA INFLUENZA

    CADUTA CAPELLI: COME Lโ€™INFEZIONE DA COVID-19 LA INFLUENZA

    La caduta capelli รจ un fenomeno che da ultime evidenze scientifiche attestano una correlazione negativa tra Covid-19 e salute dei capelli, ponendo lโ€™attenzione su come questo virus possa essere causa scatenante di indebolimento e caduta di peli di viso e corpo.

    Caduta capelli covid

    In particolare รจ emerso come il covid-19 sia uno dei fattori di rischio, accanto a gravidanza, traumi psicologici, malattie, ospedalizzazione, chirurgia, malnutrizione e farmaci, della comparsa di diverse manifestazioni dermatologiche: rash eritematoso, orticaria diffusa, vescicole simili alla varicella, ma anche casi di alopecia areata e telogen effluvium.

    Caduta Capelli Covid

    Lโ€™alopecia areata รจ una patologia cronica infiammatoria che comporta lโ€™improvvisa perdita non cicatriziale di peli, in soggetti senza alcuna evidente patologia cutanea o sistemica, mentre il telogen effluvium รจ un fenomeno caratterizzato da ย una diffusa caduta dei capelli 2-3 mesi dopo la comparsa di un fattore di stress.

     

    Dai dati pubblicati in letteratura emerge come i soggetti particolarmente colpiti da questi episodi, e che nei mesi precedenti avevano contratto il Covid-19, ย fossero per il 90% di sesso femminile, con unโ€™etร  media di 48,5 anni.

     

    La caduta dei capelli era iniziata allโ€™incirca 50 giorni dopo il primo sintomo di infezione da COVID-19 per poi proseguire durante il periodo di sviluppo della patologia, periodo durante il quale lโ€™80% dei pazienti รจ stato trattato con antibiotici, corticosteroidi sistemici e/o idrossiclorochina e il 70% รจ stato ricoverato in ospedale.

    Caduta capelli cause

    Ma quale รจ il meccanismo alla base di questa correlazione Covid-19 โ€“ caduta capelli?

    Si ipotizza che il Covid-19 possa creare un ambiente infiammatorio che consente l’attivazione non specifica del sistema immunitario. Il corpo risponde all’infezione da Covid-19 creando uno stato proinfiammatorio, che danneggia i tessuti, dato confermato dallโ€™osservazione di piรน elevati livelli di citochine pro-infiammatorie in soggetti affetti dalle forme piรน gravi del virus.ย Inoltre lโ€™infezione comprometterebbe i meccanismi anticoagulanti, portando alla formazione di microtrombi nei follicoli piliferi che possono occludere l’afflusso di sangue al follicolo pilifero, causandone morte e caduta.ย Unโ€™altra possibile spiegazione della caduta di capelli in soggetti affetti da Covid-19 consisterebbe in una reazione crociata tra gli antigeni del virus e gli antigeni dell’ospite. Il virus potrebbe avere antigeni che cross-reagiscono con gli antigeni self, facendo sรฌ che la risposta immunitaria si rivolga contro i tessuti dell’ospite

    Cosรฌ gli antigeni espressi a livello dei follicoli verrebbero riconosciuti e attaccati dal sistema immunitario.

     

    Infine, ultimo fattore da non trascurare, riguarda lo stress : la pandemia da Covid-19 ha avuto infatti un impatto significativo sulla salute mentale della popolazione mondiale, e lo stress psicosociale e fisiologico sembra quindi essere un possibile importante fattore di rischio della caduta dei capelli.

    รˆ possibile bloccare lโ€™avanzata di questo disturbo e prevenire la caduta capelli?

    Come prevenire la caduta capelli

    E’ possibile prevenire la caduta capelli attraverso l’utilizzo di sostanze che hanno un ruolo protettivo e rigenerativo sulla salute dei capelli.
    • Vitamine del gruppo B:
    Lโ€™integrazione di vitamine del gruppo B รจ forse il rimedio piรน noto per la cura di capelli e unghie. Sono infatti essenziali per la sintesi della cheratina e per il nutrimento dei follicoli. Ad esempio la vitamina B1 fornisce al bulbo il carburante necessario alla produzione stessa dei capelli mentre la vitamina B3, o Niacina, stimola la microcircolazione del cuoio capelluto;
    Lโ€™acido Pantotenico o vitamina B5 svolge invece unโ€™azione anti caduta e preserva i capelli dallโ€™ingrigimento mentre le vitamine B2 e B6 intervengono nella struttura dei capelli, tanto che una loro carenza รจ direttamente correlata alla caduta dei capelli stessi;
    La biotina o vitamina B8 invece sostiene la crescita di capelli sani, mantenendo il bulbo vitale e preservandone le normali funzioni in caso di stress. Eโ€™ pertanto considerata il rimedio elettivo per rinforzare i capelli e favorirne la ricrescita.
    • Vitamina C:
    Grazie al suo forte potere antiossidante interviene in tutti quei meccanismi di risposta allo stress che provocano un indebolimento del sistema immunitario, ed agisce contro i radicali liberi. Una adeguata integrazione di vitamina C favorisce la circolazione del sangue al cuoio capelluto e ai follicoli, con benefici sulla loro ricrescita.
    Inoltre la sua presenza in opportune quantitร  nellโ€™organismo favorisce l’assorbimento del ferro, minerale fondamentale per la salute dei capelli.
    VITAMINA C
    Integratore alimentare di vitamina C, a base di Acerola
    • Vitamina E:
    Grazie al suo forte potere anti-ossidante รจ un’arma contro lo stress provocato dall’azione dei radicali liberi.
    Regola la produzione di sebo e il pH del cuoio capelluto, che sono tra le cause di forfora, prurito e caduta dei capelli.
    Inoltra contrasta la secchezza dei capelli, nutrendo il film idrolipidico che riveste capelli e cuoio capelluto, lasciandoli idratati e splendenti.
    • Vitamina D:
    Svolge un ruolo importante nella fisiopatologia di pelle e capelli, in quanto, attraverso il suo recettore VDR, diminuisce la proliferazione dei cheratinociti, migliora la loro differenziazione e modula sia l’immunitร  cutanea innata che lโ€™immunitร  adattativa.
    Il mantenimento di capelli normali dipende infatti dall’integritร  del derma, dell’epidermide e dei cicli piliferi.
    Oltre al suo effetto sulla differenziazione epidermica, la VDR svolge anche un ruolo fondamentale nel preservare l’integritร  del follicolo pilifero.
    • Beta-carotene:
    In quanto precursore della vitamina A รจ importante per assicurare il benessere della cute del cuoio capelluto. La vitamina A รจ un costituente della membrana cellulare e quando รจ carente puรฒ portare ad unโ€™eccessiva produzione di cheratina. Ciรฒ determina secchezza del cuoio capelluto, che non garantendo il giusto nutrimento ai capelli, ne provoca la caduta.
    • Zinco e selenio:
    Entrambi svolgono unโ€™azione antiossidante che protegge le cellule dallo stress ossidativo, e per questo sono fondamentali per la salute di pelle e capelli. Una loro carenza รจ ascrivibile alla caduta dei capelli stessi
    • Cisteina e Metionina (amminoacidi):
    Esplicano unโ€™azione antiossidante che aiuta i follicoli a proteggersi dallo stress ossidativo. Inoltre la cisteina รจ il principale componente della cheratina ed esplica unโ€™importante azione anti-caduta.
    Detto questo รจ fondamentale sapere che, affinchรจ tutte queste sostanze possano esplicare lโ€™effetto desiderato, vanno dosate e miscelate in maniera opportuna da professionisti della salute competenti e formati in materia.
    Ricorda bene che รจ sempre la qualitร  e quantitร  della materia prima, la formulazione e la letteratura scientifica che cโ€™รจ dietro un integratore che fanno la differenza tra un prodotto tale da esplicare un effetto positivo e un prodotto scadente.
    Ricorda bene che รจ sempre il dosaggio, la tempistica e la modalitร  di assunzione che fanno la differenza tra ricevere il beneficio sperato e spendere inutilmente i tuoi soldi.
    Quindi prima di acquistare un integratore seleziona correttamente il tuo interlocutore e non affidarti al primo estetista, parrucchiere, personal trainer o networker che ti trovi di fronte perchรจ quasi certamente ne sanno meno di te (ed ho detto tutto) ma a professionisti che sappiano indicarti la soluzione piรน corretta alle tue esigenze.
    Vi aspetto!
    Bibliografia
    Trattato Italiano di Nutraceutica Clinica (Arrigo, Alessandro Colletti)

     

    Bibliografia

    Alopecia areata in aย COVIDโ€19 patient: A case report

    Alessandro Capalbo,ย 1ย Domenico Giordano,ย 1ย Nazareno Gagliostro,ย 1ย Charalampos Georgios Balampanos,ย 1ย Flavia Persechino,ย 2ย Federica Orrรน,ย 3ย andย Severino Persechinoย 1

    Telogen effluvium associated withย COVIDโ€19 infection

    Hailey Olds,ย 1ย Jesse Liu,ย 2ย Kevin Luk,ย 2ย Henry W. Lim,ย 2ย David Ozog,ย 2ย andย Pranita V. Rambhatlaย 2

     

  • NUTRACEUTICAL CONFERENCE : QUALI SONO GLI INTEGRATORI CHE DOVREBBERO ASSUMERE TUTTI

    NUTRACEUTICAL CONFERENCE : QUALI SONO GLI INTEGRATORI CHE DOVREBBERO ASSUMERE TUTTI

    Ancora formazione per il team Biointegra 3.0, che ha partecipato al NUTRACEUTICAL CONFERENCE, tenutosi sabato 11 settembre 2021 .

    Questo รจ uno dei piรน importanti eventi della Nutraceutica in Italia, presieduto dai piรน importanti professionisti del settore in ambito scientifico e accademico, e che si aggiunge alla grande sfilza di convegni, seminari e corsi di aggiornamento, a cui io, assieme al mio staff, periodicamente prendiamo parte per restare sempre aggiornati.

    Ma torniamo a noi: esistono integratori fondamentali per la salute, che dovrebbero assumere tutti?

    La risposta รจ: assolutamente si!!!

    Ma allora quali integratori non dovrebbero mai mancare?

    E’ presto detto.

    Ci sono delle sostanze come Vitamina D, Omega 3 e Amminoacidi Essenziali che dovrebbero assumere tutti.

    Ed รจ ovviamente quello che affermo da sempre, ovviamente con dei distinguo ben precisi.

    E invece sono costantemente costretto a scontrarmi quotidianamente con professionisti e non, che pur non conoscendo la materia, esprimono pareri e giudizi totalmente infondati.

    Oppure al contrario sono costretto a constatare come persone che non ho mai visto in un contesto scientifico, in un convegno, in un meeting, in un corso di aggiornamento, consigliano integratori alimentari seguendo una moda e un business, senza nessun razionale.

    Ma รจ mai possibile tutto ciรฒ???

    Ci vogliamo rivolgere ad un professionista preparato e costantemente aggiornato in materia nella scelta di un integratore?

    รˆ possibile che ci siano ancora persone tra di noi che si affidano a ciarlatani, incompetenti e millantatori, e aggiungerei truffatori?

    Non vi rendete conto che una persona che nella vita fa il commercialista o lโ€™avvocato o lโ€™operaio, e vi consiglia degli integratori, potrebbe arrecarvi seri danni (sia economici che di salute) consigliandovi e vendendovi un integratore??

    E’ ora di affidare la propria salute a professionisti del settore, che studiano e si aggiornano costantemente, e dedicano tutte le loro attenzioni al benessere della persona.

    E’ giunto il momento di affidarsi a Biointegra 3.0

     

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    BIOINTEGRA3.0: i primi ed unici specialisti in nutrizione ed integrazione sportiva

    Biointegra 3.0 รจ un PERCORSO DI SALUTE , non un fuoco di paglia!

    Dott. Atanasio De Meo
    Farmacista;
    Dottore in Scienze e Tecnologie del Fitness e dei Prodotti della Salute;
    Diploma di Master in Nutrizione Clinica;
    CEO BIOINTEGRA 3.0 SRL

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